× AUCTORITATES OPERA ARGUMENTA INTERPRETATIONES OI MATHETAI RES GESTAE
KATHEGORIAI
Dante e la Mercatura
25 marzo 2021

Nella giornata nazionale dedicatagli, piace ricordarne l'antimoderna assiologia ordinatrice di peccati e pene, nonché la visione politica, affatto attuale, fondata sulla relazione di enantio-dromica coimplicazione tra Limes-Cesare-Stato e Dis-misura ubristica della cùpida gente nuova, che cambia e merca, di tutte brame scarna come carcassa.

La cupidigia
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,

questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch’uscia di sua vista,
ch’io perdei la speranza de l’altezza.

Inferno, I, vv. 49-54

La gente nuova, i parvenu, gli in-urbati piccolo-borghesi, i sùbiti guadagni e la dis-misura
La gente nuova e i sùbiti guadagni
orgoglio e dismisura han generata,
Fiorenza, in te, sì che tu già ten piagni.

Inferno, XVI, vv. 73-75

Il fondo dell’Inferno: Malebolge (borse maligne)
Luogo è in inferno detto Malebolge,
tutto di pietra di color ferrigno,
come la cerchia che dintorno il volge.

Nel dritto mezzo del campo maligno
vaneggia un pozzo assai largo e profondo,
di cui suo loco dicerò l’ordigno.

Quel cinghio che rimane adunque è tondo
tra ’l pozzo e ’l piè de l’alta ripa dura,
e ha distinto in dieci valli il fondo.

Inferno, XVIII, vv. 1-9

L’ordinamento dei peccati (e dei peccatori) nell’assiologia pre-moderna
I Bolgia – Ruffiani e Seduttori
II Bolgia – Adulatori
III Bolgia – Simoniaci
IV Bolgia – Indovini
V Bolgia – Barattieri
VI Bolgia – Ipocriti
VII Bolgia – Ladri
VIII Bolgia – Consiglieri fraudolenti
IX Bolgia – Seminatori di discordia
X Bolgia – Falsari

L’antica cerchia muraria fiorentina: il Limes originario che tiene a freno la cupidigia della gente nova e delle sue malebolge, sempre scarne bramose d'empirsi di sùbiti guadagni.
Fiorenza dentro da la cerchia antica,
ond’ ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.

Non avea catenella, non corona,
non gonne contigiate, non cintura
che fosse a veder più che la persona.

Non faceva, nascendo, ancor paura
la figlia al padre, che ‘l tempo e la dote
non fuggien quinci e quindi la misura.

Non avea case di famiglia vòte;
non v’era giunto ancor Sardanapalo
a mostrar ciò che ‘n camera si puote.

Non era vinto ancora Montemalo
dal vostro Uccellatoio, che, com’è vinto
nel montar sù, così sarà nel calo.

Bellincion Berti vid’io andar cinto
di cuoio e d’osso, e venir da lo specchio
la donna sua sanza ‘l viso dipinto;
e vidi quel d’i Nerli e quel del Vecchio
esser contenti a la pelle scoperta,
e le sue donne al fuso e al pennecchio.

Paradiso, XV, vv. 97-117

La forza frenante del Potere temporale: venuto meno o dimidiato il banno dell’Imperatore a causa dell’ingerenza della Chiesa (“la gente ch’al mondo più traligna”) nel Secolo (“a Cesare noverca”), l’orgoglio e la dismisura avida di sùbiti guadagni della borghesia non viene più tenuta a freno e subentra la disarmonia (“la confusion de le persone”), ovvero il peggior male che possa mai colpire la Città, la Pòlis, lo Stato.
Se la gente ch’al mondo più traligna
non fosse stata a Cesare noverca,
ma come madre a suo figlio benigna

tal fatto è fiorentino e cambia e merca,
che si sarebbe vòlto a Simifonti,
là dove andava l’avolo a la cerca;

sariesi Montemurlo ancor de’ Conti;
sarieno i Cerchi nel piovier d’Acone,
e forse in Valdigrieve i Buondelmonti.

Sempre la confusion de le persone
principio fu del mal de la cittade,
come del vostro il cibo che s’appone.

Paradiso, XVI, vv. 58-69



× AUCTORITATES OPERA ARGUMENTA INTERPRETATIONES OI MATHETAI RES GESTAE
KATHEGORIAI
Dante e la Mercatura
25 marzo 2021

Nella giornata nazionale dedicatagli, piace ricordarne l'antimoderna assiologia ordinatrice di peccati e pene, nonché la visione politica, affatto attuale, fondata sulla relazione di enantio-dromica coimplicazione tra Limes-Cesare-Stato e Dis-misura ubristica della cùpida gente nuova, che cambia e merca, di tutte brame scarna come carcassa.

La cupidigia
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,

questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch’uscia di sua vista,
ch’io perdei la speranza de l’altezza.

Inferno, I, vv. 49-54

La gente nuova, i parvenu, gli in-urbati piccolo-borghesi, i sùbiti guadagni e la dis-misura
La gente nuova e i sùbiti guadagni
orgoglio e dismisura han generata,
Fiorenza, in te, sì che tu già ten piagni.

Inferno, XVI, vv. 73-75

Il fondo dell’Inferno: Malebolge (borse maligne)
Luogo è in inferno detto Malebolge,
tutto di pietra di color ferrigno,
come la cerchia che dintorno il volge.

Nel dritto mezzo del campo maligno
vaneggia un pozzo assai largo e profondo,
di cui suo loco dicerò l’ordigno.

Quel cinghio che rimane adunque è tondo
tra ’l pozzo e ’l piè de l’alta ripa dura,
e ha distinto in dieci valli il fondo.

Inferno, XVIII, vv. 1-9

L’ordinamento dei peccati (e dei peccatori) nell’assiologia pre-moderna
I Bolgia – Ruffiani e Seduttori
II Bolgia – Adulatori
III Bolgia – Simoniaci
IV Bolgia – Indovini
V Bolgia – Barattieri
VI Bolgia – Ipocriti
VII Bolgia – Ladri
VIII Bolgia – Consiglieri fraudolenti
IX Bolgia – Seminatori di discordia
X Bolgia – Falsari

L’antica cerchia muraria fiorentina: il Limes originario che tiene a freno la cupidigia della gente nova e delle sue malebolge, sempre scarne bramose d'empirsi di sùbiti guadagni.
Fiorenza dentro da la cerchia antica,
ond’ ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.

Non avea catenella, non corona,
non gonne contigiate, non cintura
che fosse a veder più che la persona.

Non faceva, nascendo, ancor paura
la figlia al padre, che ‘l tempo e la dote
non fuggien quinci e quindi la misura.

Non avea case di famiglia vòte;
non v’era giunto ancor Sardanapalo
a mostrar ciò che ‘n camera si puote.

Non era vinto ancora Montemalo
dal vostro Uccellatoio, che, com’è vinto
nel montar sù, così sarà nel calo.

Bellincion Berti vid’io andar cinto
di cuoio e d’osso, e venir da lo specchio
la donna sua sanza ‘l viso dipinto;
e vidi quel d’i Nerli e quel del Vecchio
esser contenti a la pelle scoperta,
e le sue donne al fuso e al pennecchio.

Paradiso, XV, vv. 97-117

La forza frenante del Potere temporale: venuto meno o dimidiato il banno dell’Imperatore a causa dell’ingerenza della Chiesa (“la gente ch’al mondo più traligna”) nel Secolo (“a Cesare noverca”), l’orgoglio e la dismisura avida di sùbiti guadagni della borghesia non viene più tenuta a freno e subentra la disarmonia (“la confusion de le persone”), ovvero il peggior male che possa mai colpire la Città, la Pòlis, lo Stato.
Se la gente ch’al mondo più traligna
non fosse stata a Cesare noverca,
ma come madre a suo figlio benigna

tal fatto è fiorentino e cambia e merca,
che si sarebbe vòlto a Simifonti,
là dove andava l’avolo a la cerca;

sariesi Montemurlo ancor de’ Conti;
sarieno i Cerchi nel piovier d’Acone,
e forse in Valdigrieve i Buondelmonti.

Sempre la confusion de le persone
principio fu del mal de la cittade,
come del vostro il cibo che s’appone.

Paradiso, XVI, vv. 58-69

orizzontealtro@gmail.com