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ARGUMENTA
Élenchos e Contraddizione

da Diá, Attraversando l'Ultimo Orizzonte e Altro della Notte.
Epopea dell'Originario ed Epoche dell'Umano
.
Aracne, 2020.
Élenchos e Contraddizione

da Diá, Attraversando l'Ultimo Orizzonte e Altro della Notte.
Epopea dell'Originario ed Epoche dell'Umano
.
Aracne, 2020.
ARGUMENTA
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SEV: Tale struttura è “originaria” perché il suo esser l’apparire dell’essere sé dell’essente in quanto essente […] è l’apparire di ciò la cui negazione è autonegazione. Tale negazione nega ciò che essa sostiene. L’elenchos è l’apparire di questa autonegazione. La struttura originaria è cioè l’assolutamente incontrovertibile […]. La struttura originaria non risponde ad alcuna domanda: è essa il fondamento di ogni domanda.1

Se il PnC, di–mostrando l’im–mediata auto–negazione di ogni ad–fermazione negante–lo, certifica l’omni–pre–sub–posizione sua in ogni ad–fermazione, così con–stituendo–si come “la struttura anapodittica del sapere”, esso non è in grado altresì di di–mostrare la propria valenza fermissima contro l’ad–fermazione della Negazione in–seitale, proprio giacché la con–duzione di essa “tutta peculiare” ad–fermazione nella radura in cui ad–pare la sua auto–negazione, non già ne annulla e trans–volge il con–tenuto, bensì, piuttosto, ne dis–vela la propria contrad–dizione tra ad–fermazione e con–tenuto ad–fermato, ebbene il suo stesso con–tenuto dis–tintivo che perciò stesso ulteriormente im–prime al sé onticità, identità, atto, necessità, posizionalità o ferma in–contro–vertibilità al proprio stare nell’ad–fermazione dell’in–sé Contrario.

Ecco dunque che, se ogni ad–parizione della contrad–dizione tra ad–fermazione dell’Originario e con–tenuto della di essa pienezza posizionale, aumenta e l’essere o lo stare, e l’essere o lo stare in co–erenza, di tale con–tenuto identitario, e se ogni ad–parizione di in–contrad–dittoria posizionalità identitaria, omni–com–presa nella legge im–mutabile del PnC stesso, dis–vela contrad–dizione in seno all’Originario aut–enticamente pan–ad–volgente/si, allora ogni posizione di in–contro–vertibilità identitaria, ebbene ogni ad–fermazione che sta nella dis–tintività solo propria e in–con–tinua all’altro, contro–ad–ferma l’essere del non–essere del Non–essere, l’in–contrad–dittorietà della contrad–dittorietà (seità o posizione dell’in–sé) della Contrad–dittorietà (in–seità o con–tenuto del sé) altrimenti, ebbene la co–erenza del sé dell’in–sé Contrad–dizione.

Iterativamente (= a ogni ad–fermazione) in–crementale im–pressione di in–negabilità al sé dell’in–sé Negazione: questa è l’aut–entica pro–cessionalità elenctica dell’Originario o l’auto–apo–dittica strutturazione del sé del Non–sé ad–traverso l’an–apo–dittica (Thaúma idésthai) ad–parizione (Phainómena) della teoria di tutte le ad–fermazioni (tà pánta).

Alberto Iannelli

1 Il passo di Severino è tratto da: Dispute sulla verità e la morte, Rizzoli, Milano 2018.

SEV: Tale struttura è “originaria” perché il suo esser l’apparire dell’essere sé dell’essente in quanto essente […] è l’apparire di ciò la cui negazione è autonegazione. Tale negazione nega ciò che essa sostiene. L’elenchos è l’apparire di questa autonegazione. La struttura originaria è cioè l’assolutamente incontrovertibile […]. La struttura originaria non risponde ad alcuna domanda: è essa il fondamento di ogni domanda.1

Se il PnC, dimostrando l’immediata autonegazione di ogni affermazione negantelo, certifica l’omnipresupposizione sua in ogni affermazione, così costituendosi come “la struttura anapodittica del sapere”, esso non è in grado altresì di dimostrare la propria valenza fermissima contro l’affermazione della Negazione inseitale, proprio giacché la conduzione di essa “tutta peculiare” affermazione nella radura in cui appare la sua autonegazione, non già ne annulla e trans–volge il contenuto, bensì, piuttosto, ne disvela la propria contraddizione tra affermazione e contenuto affermato, ebbene il suo stesso contenuto distintivo che perciò stesso ulteriormente imprime al sé onticità, identità, atto, necessità, posizionalità o ferma incontrovertibilità al proprio stare nell’affermazione dell’insé Contrario.

Ecco dunque che, se ogni apparizione della contraddizione tra affermazione dell’Originario e contenuto della di essa pienezza posizionale, aumenta e l’essere o lo stare, e l’essere o lo stare in co–erenza, di tale contenuto identitario, e se ogni apparizione di incontraddittoria posizionalità identitaria, omni–compresa nella legge immutabile del PnC stesso, disvela contraddizione in seno all’Originario autenticamente pan–avvolgente/si, allora ogni posizione di incontrovertibilità identitaria, ebbene ogni affermazione che sta nella distintività solo propria e incontinua all’altro, contro–afferma l’essere del non–essere del Non–essere, l’in–contraddittorietà della contraddittorietà (seità o posizione dell’insé) della Contraddittorietà (inseità o contenuto del sé) altrimenti, ebbene la coerenza del sé dell’insé Contraddizione.

Iterativamente (= a ogni ad–fermazione) incrementale impressione di innegabilità al sé dell’insé Negazione: questa è l’autentica processionalità elenctica dell’Originario o l’autoapodittica strutturazione del sé del Non–sé attraverso l’anapodittica (Thaúma idésthai) apparizione (Phainómena) della teoria di tutte le affermazioni (tà pánta).

Alberto Iannelli

1 Il passo di Severino è tratto da: Dispute sulla verità e la morte, Rizzoli, Milano 2018.
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