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La Contraddizione h
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SEV: Indicando con S il significato: «Totalità dell’essere immediatamente affermato» (significato originario), diciamo che l’analisi di S per un verso esaurisce o include tutte le determinazioni immediate, e per altro verso include soltanto una parte di queste determinazioni. Infatti, ogni determinazione immediata appartiene al contenuto della totalità dell’immediato; sì che, per questo lato, l’analisi di S comprende ogni determinazione immediata. D’altra parte, è possibile progettare (supporre) che la totalità dell’immediato, permanendo come tale — permanendo cioè un contenuto semantico formalmente posto come S —, non abbia più a includere certe determinazioni già incluse nel suo contenuto, o venga ad includerne altre non ancora incluse.  1 

L’originaria posizione di S, intesa quale “totalità (ultima) di ciò che distintamente e contraddistintamente si dimostra e dispiega nella presenza (Anwesen)”, escate pre-include entro il contenuto di essa solo propria autoctica posizione ogni evidenziale sopraggiungenza ulteriore e di necessità susseguente: s’è affermato. Proprio in conseguenza del contenuto — pro-leptico o pre-suppositivo, principalmente endo-evacuo parimenti o affermantesi in quanto Ab-sente-dalla-presenza — di essa posizione archea, è infatti possibile pro-gettare oltre ogni intra-processuale affissarsi del suo trascendentale pro-incedersi, gettando ebbene l’incrementale sopraggiunto oltre l’attualità della Totalità, in direzione ossia di questa stessa posizione originaria già nel proprio autoprincipio ex-tremamente pro-tesasi o sottrattasi (Stéresis) presso l’affissazione ultima (Héxis) della sua sopraggiungentesi attesa di compimento e conquista.

E, nonpertanto, non solamente è possibile il sopraggiungere dell’ex-cedenza non contenuta nell’attualità di questo contenuto semantico qui — intra-processualmente — posto quale “Totalità dello stare nella distinzione o nell’atto della presenza”, bensì è necessario: il Contingente-in-se-stesso, infatti, come già innanzi, in ulteriore precisione di posa, non lascia alla contingenza il compito del proprio compiersi processuale, bensì lo afferma nell’inrecedibilità della propria coerenza identitaria (di Prolepsi, Possibilità, Contingenza, Ipotesi: dem Werden den Charakter des Seins aufzuprägen), ossia nella necessità autentica (non può infatti non necessariamente compiersi, quale Endo-vacuità, Ad-venimento, Dis-tintività, ciò che si ex-austivamente o ex-clusivisticamente compie nel via via compiersi di ogni distinto avvenimento [“pensare” che potrebbe {Endechómenon} anche non compiersi nell’ad-restarsi del via via ad-venire dei distinti — cioè, egualmente, nell’arrestarsi del suo processo di compimento {in qualità di se stesso, cioè in quanto “Processo di Compimento”} —, già coimplica e l’avvenire di esso distinto pensiero, e l’avvenire di esso distinto avvenimento arrestativo, epperò, nell’ex-acto ad-venire di esso distinto avvenimento ad-restativo del compiersi dell’Avvenimento, e già non più ci sarebbe {= e già non più ad-verrebbe} lo stesso Avvenimento, e già non più ci sarebbe questo distinto che ne afferma la contingenza, e già non più ci sarebbe questo stesso distinto arrestamento; e già dunque non più ci sarebbe {= e già non più ad-verrebbe} questa stessa distinta Incompiutezza, e già dunque infine non più ci sarebbe né questo stesso distinto “Processo incompiuto”, né questo pensiero — e né questo pensante — che così lo pensa, né questo affermante che così lo oggettiva o extro-flette: tò phrikodéstaton oyn ton kakon o thánatos outhèn pròs emas, epeidéeper ótan mèn emeis omen, o thánatos ou párestin, ótan dè o thánatos pare, tóth’ emeis ouk esmén]).

Proprio, ulteriormente, in conseguenza della necessità o in-recedibile co-erenza identitaria del contenuto principiale, proprio invero in conseguenza del suo omni-preliminare inconcussibile (Anánke) affissarsi nell’inoltrepassabilità dell’estremità transcendentale (Sein-zum-Tode) della solo propria prisca proiezione o ipotesi identitaria, è possibile la transcendenza dell’ex-cedente soprag-giungenza rispetto a ogni raggiunta attualità della Totalità, ebbene rispetto a ogni affissazione o delimitazione intraprocessuale del Procedentesi o Delimitazione-in-se-stessa (Orízontos, Bestimmtheit-an-sich-selbst).

Proprio, ancora, in conseguenza della necessità del via via distintivo irreversibile pro-in-cedersi del Distinguentesi verso se stesso, non e mai si può progettare (supporre) che la totalità di ciò che distintamente e contraddistintamente si dimostra e dispiega nella presenza (= S) non abbia più a includere certe determinazioni già incluse nel suo contenuto: ogni distinta manifestatività infatti di necessità ulteriormente contraddistintigue il Distinguentesi (si ri-afferma: affermare X - ebbene già affermarne la distinzione da Y - è contraddistinguere Y [Y non è non-Y, ove non-Y in-clude, nella dis-tinzione, X]), ovvero ne innanzi distingue la contraddittorietà, epperò, enantio-dromicamente, identitariamente Contraddittorietà (Non = Non), ne innanzi distingue essa stessa identità o affermatività di Distinguentesi (di questa Y ossia il cui contenuto è “Non”). Ogni pertanto determinazione già inclusa in esso trascendentale od orizzontale contenuto, precisamente distinguendo con la propria distinta sopraggiungenza questo stesso contenuto trascendentale od orizzontale, non e mai può non più esser-vi in-clusa, bensì vi permane — e a punto incontrovertibilmente o di necessità vi per-siste — in quanto già distinta, attuata, trascesa, ebbene in quanto vestigiale passato del Conquistantesi o In-stituentesi.

Peranto: e pre-in-cludendo o già anti-cipando nella propria escatia ogni necessaria ex-cedente soprag-giungenza ventura oltre il proprio autoprincipio, e necessariamente conservando nel proprio oltre-passato ognuna di esse già avvenute ex-cedenti sopraggiungenze, l’originaria posizione di S dimostra il proprio carattere di Orizzonte in-ex-cepibile o tutto ad-volgente.

SEV: La distinzione di forma e contenuto lascia sussistere il sopraggiungere come possibile. L’impossibilità del sopraggiungere sarebbe appunto determinata dalla contraddizione consistente nel fatto che, col verificarsi del sopraggiungere, la totalità del F-immediato insieme sarebbe e non sarebbe (chiamiamo questa contraddizione: «contraddizione h») […]. La posizione della distinzione di forma e contenuto della totalità del F-immediato costituisce pertanto il toglimento originario della contraddizione h. Questo toglimento originario lascia sussistere come incontraddittorio […] il progetto del sopraggiungere di un’ulteriorità possibile […]. La posizione della possibilità del sopraggiungere dell’ulteriorità possibile è quindi cooriginaria alla posizione della totalità del F-immediato in quanto questa è posta come originariamente distinta nel suo elemento formale e materiale.

La posizione della necessità del sopraggiungere della distintiva ulteriorità rispetto all’autoctica originalità istitutivo-proiettiva del Possibile-in-se-stesso o in-se-stesso distinguentesi Ulteriorità, coimplica la co-originaria posizione della distinzione o partizione tra la materia prima o il principiale, tautologico, contenuto della Forma-in-se-stessa, ebbene della possibilità-della-Possibilità-in-se-stessa, della pro-lepsi-dell’Ulteriorità-in-se-stessa, dell’e-venienza-dell’Orizzonte-in-se-stesso, dell’ipo-tesi-dell’Ipo-teticità-in-se-stessa, cioè, egualmente, tra l’attualità archea della totalità del contenuto di essa Forma o Potenza, e l’attualità escate della totalità del contenuto di essa stessa Forma-in-se-stessa o Potenza trascendentale, ossia la sua materia ultima o l’estremo contenuto sempre proprio, epperò, egualmente e inalterabilmente, dell’atto-com-piuto-della-Possibilità, della-certa-presenza-dell’Ulteriorità, dell’intima-prossimità-dell’Orizzonte, dell’a-tremida-verità-dell’Ipo-teticità-in-se-stessa (la Possibilità, si ripete, incondizionatamente si dà quale Possibilità, e di necessità così permane e sempre, ma, in se stessa a punto Possibilità, Anticipazione, Promessa, avviene, e per incontrovertibile coerenza identitaria, quale [immanente] Differenza o Iato [identitario, essenziale] tra la sua possibilità, anticipazione o promessa originaria e la sua entelechia [di Possibilità], epperò quale processo di compimento in quanto Processo di compimento); coimplica ovvero, altrimenti a esporsi, la co-originaria posizione della distinzione o partizione tra la determinatezza formale o l’attualistica questità della Potenza-in-se-stessa, ossia tra questa originariamente in-ex-tesa solo sua individualità o posizionalità dis-tintiva (Haec) di Potenza-in-se-stessa od Orizzonte trascendentale, tra ebbene questo suo esser-ci, questo suo atto, e il con-tenuto o materia — invero l’identità, l’inseità, l’essenza — in-se-stesso Forma, Possibilità, Avvento, Contenimento, Dover-Essere, Alterità, Distintività, Questità, Ex-sistenza, Trans-seità — di essa stessa puntualità o posizionalità distintiva o determinativa.

Pertanto, l’attualità della totalità di ciò che qui ed ora è nella presenza (Anwesen), ovvero la totalità — sino qui e sino ad ora — dell’attuazione della Potenza-in-se-stessa — il contenuto altresì assunto dalla Forma-in-se-stessa in questa determinata estremità raggiunta dall’attualità del suo attuarsi progressivo (del procedersi trascendentale cioè di essa stessa Forma assoluta) — è e di necessità sempre in contraddizione con il contenuto originariamente assunto da essa Forma omni-comprensiva (con il suo contenuto ossia di “totalità [ultima] di ciò che distintamente e contraddistintamente si dimostra e dispiega nella presenza), ebbene è e di necessità o identitariamente sempre in contraddizione con se stessa, ma questa contraddizione o iato tra il suo contenuto attuale, ossia l’attualità o contenuto attuale (o materiale) della sua forma, e la sua forma, ossia il contenuto originario suo di Forma, Potenza, Ad-vento, cioè, parimenti, questa contraddizione o iato — immanente o costitutivo, identitario o essenziale — tra il suo essere presente e il suo essere ulteriore (invero tra il suo essere e il suo essere quale Dover-ulteriormente-essere), non già comporta il toglimento orginario di questa contraddizione (“h”, tra contenuto e forma), bensì ancora e sempre l’ulteriore o progressivo inveramento del proprio originario o pro-iectivo volersi Contraddizione in se stessa, comporta ebbene la sempre ulteriore co-erentizzazione del proprio contenuto identitario, del contenuto ossia originario della propria Forma, epperò l’innanziata convergenza (Entelécheia) della Diavergenza, l’innanziata convergenza ossia tra la forma originariamente assunta dal contenuto originario della propria forma o identità prima (Possibilità, Avvento, Progettualità, Ipotesi, Proposizione, Dover-ulteriormente-essere, Alterità, Contingenza, Contraddizione, Dia-vergenza, Forma, Peri-metro, Endo-vacuità) e la forma ex-tremamente ad-sunta (attualità, presenza, certezza, verità, assertività, essere, identità, necessità, coerenza, convergenza, contenuto, puntualità, endo-completezza) da esso stesso (per necessità o co-erenza identitaria immutabile e immutato) contenuto originario della propria forma o identità (in principio, si ribadisce ancora nel qui disputare circa la contraddizione tra contenuto e forma dell’Originario, naturalmente la forma assunta del contenuto originario della forma o identità prima [Possibilità, Ipotesi, Proiezione] non può che darsi quale possibilità, ipotesi, proiezione, non altro contenuto dandosi nella presenza se non se stessa quale Altro-dalla-presenza o Anticipazione-d’essere; nondimeno, proprio dandosi originariamente nella presenza quale Avvento o Anticipazione, Ipotesi o Promessa, esso contenuto originario della forma o identità prima non può che — certamente sempre in quanto Avvento o Anticipazione, Ipotesi o Promessa — via via conferirsi la forma o il modo d’essere della presenza o attualità, della verità o certezza).


Alberto Iannelli


* Da DIÁ. Attraversando l'Ultimo Orizzonte e Altro della Notte.
Epopea dell'Originario ed Epoche dell'Umano
, Aracne, 2020
Testo integrale    ➤ ➤ ➤


1. I passi di Emanuele Severino sono tratti da: La struttura originaria, Adelphi, Milano 1981.
© Orizzonte
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SEV: Indicando con S il significato: «Totalità dell’essere immediatamente affermato» (significato originario), diciamo che l’analisi di S per un verso esaurisce o include tutte le determinazioni immediate, e per altro verso include soltanto una parte di queste determinazioni. Infatti, ogni determinazione immediata appartiene al contenuto della totalità dell’immediato; sì che, per questo lato, l’analisi di S comprende ogni determinazione immediata. D’altra parte, è possibile progettare (supporre) che la totalità dell’immediato, permanendo come tale — permanendo cioè un contenuto semantico formalmente posto come S —, non abbia più a includere certe determinazioni già incluse nel suo contenuto, o venga ad includerne altre non ancora incluse .  1 

L’originaria posizione di S, intesa quale “totalità (ultima) di ciò che distintamente e contraddistintamente si dimostra e dispiega nella presenza (Anwesen)”, escate pre-include entro il contenuto di essa solo propria autoctica posizione ogni evidenziale sopraggiungenza ulteriore e di necessità susseguente: s’è affermato. Proprio in conseguenza del contenuto — pro-leptico o pre-suppositivo, principalmente endo-evacuo parimenti o affermantesi in quanto Ab-sente-dalla-presenza — di essa posizione archea, è infatti possibile pro-gettare oltre ogni intra-processuale affissarsi del suo trascendentale pro-incedersi, gettando ebbene l’incrementale sopraggiunto oltre l’attualità della Totalità, in direzione ossia di questa stessa posizione originaria già nel proprio autoprincipio ex-tremamente pro-tesasi o sottrattasi (Stéresis) presso l’affissazione ultima (Héxis) della sua sopraggiungentesi attesa di compimento e conquista.

E, nonpertanto, non solamente è possibile il sopraggiungere dell’ex-cedenza non contenuta nell’attualità di questo contenuto semantico qui — intra-processualmente — posto quale “Totalità dello stare nella distinzione o nell’atto della presenza”, bensì è necessario: il Contingente-in-se-stesso, infatti, come già innanzi, in ulteriore precisione di posa, non lascia alla contingenza il compito del proprio compiersi processuale, bensì lo afferma nell’inrecedibilità della propria coerenza identitaria (di Prolepsi, Possibilità, Contingenza, Ipotesi: dem Werden den Charakter des Seins aufzuprägen), ossia nella necessità autentica (non può infatti non necessariamente compiersi, quale Endo-vacuità, Ad-venimento, Dis-tintività, ciò che si ex-austivamente o ex-clusivisticamente compie nel via via compiersi di ogni distinto avvenimento [“pensare” che potrebbe {Endechómenon} anche non compiersi nell’ad-restarsi del via via ad-venire dei distinti — cioè, egualmente, nell’arrestarsi del suo processo di compimento {in qualità di se stesso, cioè in quanto “Processo di Compimento”} —, già coimplica e l’avvenire di esso distinto pensiero, e l’avvenire di esso distinto avvenimento arrestativo, epperò, nell’ex-acto ad-venire di esso distinto avvenimento ad-restativo del compiersi dell’Avvenimento, e già non più ci sarebbe {= e già non più ad-verrebbe} lo stesso Avvenimento, e già non più ci sarebbe questo distinto che ne afferma la contingenza, e già non più ci sarebbe questo stesso distinto arrestamento; e già dunque non più ci sarebbe {= e già non più ad-verrebbe} questa stessa distinta Incompiutezza, e già dunque infine non più ci sarebbe né questo stesso distinto “Processo incompiuto”, né questo pensiero — e né questo pensante — che così lo pensa, né questo affermante che così lo oggettiva o extro-flette: tò phrikodéstaton oyn ton kakon o thánatos outhèn pròs emas, epeidéeper ótan mèn emeis omen, o thánatos ou párestin, ótan dè o thánatos pare, tóth’ emeis ouk esmén]).

Proprio, ulteriormente, in conseguenza della necessità o in-recedibile co-erenza identitaria del contenuto principiale, proprio invero in conseguenza del suo omni-preliminare inconcussibile (Anánke) affissarsi nell’inoltrepassabilità dell’estremità transcendentale (Sein-zum-Tode) della solo propria prisca proiezione o ipotesi identitaria, è possibile la transcendenza dell’ex-cedente soprag-giungenza rispetto a ogni raggiunta attualità della Totalità, ebbene rispetto a ogni affissazione o delimitazione intraprocessuale del Procedentesi o Delimitazione-in-se-stessa (Orízontos, Bestimmtheit-an-sich-selbst).

Proprio, ancora, in conseguenza della necessità del via via distintivo irreversibile pro-in-cedersi del Distinguentesi verso se stesso, non e mai si può progettare (supporre) che la totalità di ciò che distintamente e contraddistintamente si dimostra e dispiega nella presenza (= S) non abbia più a includere certe determinazioni già incluse nel suo contenuto: ogni distinta manifestatività infatti di necessità ulteriormente contraddistintigue il Distinguentesi (si ri-afferma: affermare X - ebbene già affermarne la distinzione da Y - è contraddistinguere Y [Y non è non-Y, ove non-Y in-clude, nella dis-tinzione, X]), ovvero ne innanzi distingue la contraddittorietà, epperò, enantio-dromicamente, identitariamente Contraddittorietà (Non = Non), ne innanzi distingue essa stessa identità o affermatività di Distinguentesi (di questa Y ossia il cui contenuto è “Non”). Ogni pertanto determinazione già inclusa in esso trascendentale od orizzontale contenuto, precisamente distinguendo con la propria distinta sopraggiungenza questo stesso contenuto trascendentale od orizzontale, non e mai può non più esser-vi in-clusa, bensì vi permane — e a punto incontrovertibilmente o di necessità vi per-siste — in quanto già distinta, attuata, trascesa, ebbene in quanto vestigiale passato del Conquistantesi o In-stituentesi.

Peranto: e pre-in-cludendo o già anti-cipando nella propria escatia ogni necessaria ex-cedente soprag-giungenza ventura oltre il proprio autoprincipio, e necessariamente conservando nel proprio oltre-passato ognuna di esse già avvenute ex-cedenti sopraggiungenze, l’originaria posizione di S dimostra il proprio carattere di Orizzonte in-ex-cepibile o tutto ad-volgente.

SEV: La distinzione di forma e contenuto lascia sussistere il sopraggiungere come possibile. L’impossibilità del sopraggiungere sarebbe appunto determinata dalla contraddizione consistente nel fatto che, col verificarsi del sopraggiungere, la totalità del F-immediato insieme sarebbe e non sarebbe (chiamiamo questa contraddizione: «contraddizione h») […]. La posizione della distinzione di forma e contenuto della totalità del F-immediato costituisce pertanto il toglimento originario della contraddizione h. Questo toglimento originario lascia sussistere come incontraddittorio […] il progetto del sopraggiungere di un’ulteriorità possibile […]. La posizione della possibilità del sopraggiungere dell’ulteriorità possibile è quindi cooriginaria alla posizione della totalità del F-immediato in quanto questa è posta come originariamente distinta nel suo elemento formale e materiale.

La posizione della necessità del sopraggiungere della distintiva ulteriorità rispetto all’autoctica originalità istitutivo-proiettiva del Possibile-in-se-stesso o in-se-stesso distinguentesi Ulteriorità, coimplica la co-originaria posizione della distinzione o partizione tra la materia prima o il principiale, tautologico, contenuto della Forma-in-se-stessa, ebbene della possibilità-della-Possibilità-in-se-stessa, della pro-lepsi-dell’Ulteriorità-in-se-stessa, dell’e-venienza-dell’Orizzonte-in-se-stesso, dell’ipo-tesi-dell’Ipo-teticità-in-se-stessa, cioè, egualmente, tra l’attualità archea della totalità del contenuto di essa Forma o Potenza, e l’attualità escate della totalità del contenuto di essa stessa Forma-in-se-stessa o Potenza trascendentale, ossia la sua materia ultima o l’estremo contenuto sempre proprio, epperò, egualmente e inalterabilmente, dell’atto-com-piuto-della-Possibilità, della-certa-presenza-dell’Ulteriorità, dell’intima-prossimità-dell’Orizzonte, dell’a-tremida-verità-dell’Ipo-teticità-in-se-stessa (la Possibilità, si ripete, incondizionatamente si dà quale Possibilità, e di necessità così permane e sempre, ma, in se stessa a punto Possibilità, Anticipazione, Promessa, avviene, e per incontrovertibile coerenza identitaria, quale [immanente] Differenza o Iato [identitario, essenziale] tra la sua possibilità, anticipazione o promessa originaria e la sua entelechia [di Possibilità], epperò quale processo di compimento in quanto Processo di compimento); coimplica ovvero, altrimenti a esporsi, la co-originaria posizione della distinzione o partizione tra la determinatezza formale o l’attualistica questità della Potenza-in-se-stessa, ossia tra questa originariamente in-ex-tesa solo sua individualità o posizionalità dis-tintiva (Haec) di Potenza-in-se-stessa od Orizzonte trascendentale, tra ebbene questo suo esser-ci, questo suo atto, e il con-tenuto o materia — invero l’identità, l’inseità, l’essenza — in-se-stesso Forma, Possibilità, Avvento, Contenimento, Dover-Essere, Alterità, Distintività, Questità, Ex-sistenza, Trans-seità — di essa stessa puntualità o posizionalità distintiva o determinativa.

Pertanto, l’attualità della totalità di ciò che qui ed ora è nella presenza (Anwesen), ovvero la totalità — sino qui e sino ad ora — dell’attuazione della Potenza-in-se-stessa — il contenuto altresì assunto dalla Forma-in-se-stessa in questa determinata estremità raggiunta dall’attualità del suo attuarsi progressivo (del procedersi trascendentale cioè di essa stessa Forma assoluta) — è e di necessità sempre in contraddizione con il contenuto originariamente assunto da essa Forma omni-comprensiva (con il suo contenuto ossia di “totalità [ultima] di ciò che distintamente e contraddistintamente si dimostra e dispiega nella presenza), ebbene è e di necessità o identitariamente sempre in contraddizione con se stessa, ma questa contraddizione o iato tra il suo contenuto attuale, ossia l’attualità o contenuto attuale (o materiale) della sua forma, e la sua forma, ossia il contenuto originario suo di Forma, Potenza, Ad-vento, cioè, parimenti, questa contraddizione o iato — immanente o costitutivo, identitario o essenziale — tra il suo essere presente e il suo essere ulteriore (invero tra il suo essere e il suo essere quale Dover-ulteriormente-essere), non già comporta il toglimento orginario di questa contraddizione (“h”, tra contenuto e forma), bensì ancora e sempre l’ulteriore o progressivo inveramento del proprio originario o pro-iectivo volersi Contraddizione in se stessa, comporta ebbene la sempre ulteriore co-erentizzazione del proprio contenuto identitario, del contenuto ossia originario della propria Forma, epperò l’innanziata convergenza (Entelécheia) della Diavergenza, l’innanziata convergenza ossia tra la forma originariamente assunta dal contenuto originario della propria forma o identità prima (Possibilità, Avvento, Progettualità, Ipotesi, Proposizione, Dover-ulteriormente-essere, Alterità, Contingenza, Contraddizione, Dia-vergenza, Forma, Peri-metro, Endo-vacuità) e la forma ex-tremamente ad-sunta (attualità, presenza, certezza, verità, assertività, essere, identità, necessità, coerenza, convergenza, contenuto, puntualità, endo-completezza) da esso stesso (per necessità o co-erenza identitaria immutabile e immutato) contenuto originario della propria forma o identità (in principio, si ribadisce ancora nel qui disputare circa la contraddizione tra contenuto e forma dell’Originario, naturalmente la forma assunta del contenuto originario della forma o identità prima [Possibilità, Ipotesi, Proiezione] non può che darsi quale possibilità, ipotesi, proiezione, non altro contenuto dandosi nella presenza se non se stessa quale Altro-dalla-presenza o Anticipazione-d’essere; nondimeno, proprio dandosi originariamente nella presenza quale Avvento o Anticipazione, Ipotesi o Promessa, esso contenuto originario della forma o identità prima non può che — certamente sempre in quanto Avvento o Anticipazione, Ipotesi o Promessa — via via conferirsi la forma o il modo d’essere della presenza o attualità, della verità o certezza).


Alberto Iannelli


* Da DIÁ. Attraversando l'Ultimo Orizzonte e Altro della Notte.
Epopea dell'Originario ed Epoche dell'Umano
, Aracne, 2020
Testo integrale    ➤ ➤ ➤


1. I passi di Emanuele Severino sono tratti da: La struttura originaria, Adelphi, Milano 1981.