Orizzonte Altro
Diurnalia

L'ordinarsi nell'effimero dell'apparire del Mondo

Stallo o stalla?
22 maggio 2026
A fine settembre 2025, colei che noi riteniamo essere una delle innumerevoli penne propagandistiche della cosiddetta stampa main stream, ovvero – qui – Marta Serafini [ma il discorso e l’attribuzione sono naturalmente estendibili a mill’altri, dunque prenderemo la ns Marta solo a epifenomeno, quanto una pustola lo è di un patogeno esantematico], sul Corriere, scriveva:

<< Ucraina, stallo sulla linea del fronte: la Russia non avanza >>

Evidentemente il “semantema” <stallo> (e affini, come “impantanamento”) deve essere uscito da qualche briefing Nato, Cia, Netflix o chissà da dove altro, non importa. Ciò che pertiene alla verità del discorso è piuttosto come sia patente il suo esser stato prodotto da un centro e dipoi “diramificato” alle appendici, più o meno prossime od estreme, di ripropalazione, tra cui la nostra Serafini – ora in esempio.

È indubbio, per una sorta di “tracciamento del contagio”: siccome tutti i propagandisti usano il medesimo lemma [a tutti i livelli], non è possibile né che sia una coincidenza, né che sia una specie di idioletto ideologico comune. È possibile sia una sorta di contagio collettivo, certo, ma solo per le appendici estreme della catena “mitopoietico-propagandistica”: i “cialtroni social” lo leggono sui “giornaloni” e lo ripetono a pappagallo. Ma congetturiamo che questa non sia la sorte spettante in dote al principale quotidiano italiano, eterodiretto da Black Rock et similia.

Naturalmente, occorre premettere come sia a priori impossibile che molti arrivino alla medesime conclusioni poiché osservino semplicemente una medesima realtà: se la Res, il fenomeno, fosse “stallo”, sarebbe normale che tutti, corrispondendovi, affermassero “stallo”. La Verità è, invero, l'esatta equazione tra la Cosa e l’Intelletto che la com-prende e predica. Ma, proprio il non esserci “adeguazione tomistica” tra realtà e predicazione dimostra il dolo di codesti affabulatori per credo o compenso, poco cambia ai fini di questo nostro discorrere circa la “catena di comando” dell’informazione occidentale.

E, che via sia dis-equazione tra quanto affermano circa il reale e il reale stesso per come esso appare, è presto di-mostrato.

<< Non possiamo parlare di cogente sconfitta – così l’eciste, il vertice Nato-Netflix, dixit –, dunque – voi, appendici nostre e nostri terminali diffusivi, nostri “missionari” –, andate nel mondo e obnubilate coscienze e menti delle masse stolte, imbrogliando la carte, alzando il polverone dello “stallo”: ripetetelo mille volte, raccontatelo in mille persone, e alla fine i più (oi polloi) arriveranno persino a pensare che ciò che si muove stia fermo >>.

Siamo abbastanza certi che questa sia stata la “mission” imposta – certo indirettamente, per catena – ai vari Di Feo, Severgnini, Mentana, Serafini, Cremonesi & Co...

Purtroppo però, per Larry Fink come per Marta Serafini, la Realtà non è interpretazione, la Verità ha il cuore che non trema, e ci sono ancora persone, nel nostro Paese come nel mondo, in grado di pensare ed esercitare il senso critico. Siamo pochi? Forse, ma per quanto le formiche siano in maggioranza rispetto agli uomini, non sono loro a decidere come dobbiamo pensare e agire.

Nelle foto qui sottostanti – photo e phainomenon condividono ovviamente il medesimo radicale, la Luce della A-letheia, del Non-nascosto – potete vedere la plastica confutazione delle predicazioni di Serafini, iato tra il detto e il reale che precisamente conferisce fondamento alla predicazione di propaganda in ante attribuita al suo dire.

Foto 1. La posizione dell’esercito russo al tempo di quell’articolo: qualche centinaio di metri a Sud del bacino idrico artificiale di Kleban-Byk.

Foto 2. La posizione attuale dell’esercito russo. Qui si riconosce – nell’estremità in basso – il bacino di cui sopra, il punto di partenza (cerchiato in fucsia)

Foto 3. La stima del tragitto percorso: 15 km in linea retta.

Poco? Tanto? Noi riteniamo – considerato il grado di fortificazione operato dalla Nato; l’evento dei droni; la disposizione politica ucraina a sacrificare i militare per difendere l’indifendibile [“fino all’ultimo ucraino, come imposto dai padroni anglosassoni]; e la contro-disposizione russa a limitare al massimo le perdite militari proprie e le civili altrui; e considerato il periodo invernale e primo-primaverile paludoso; per noi è molto, se lo raffrontiamo ad esempio al ritmo dell’avanzata israeliana nel Sud del Libano (nonostante quella guerra non soddisfi alcuna delle condizioni ostative all’avanzata di cui sopra, tutt’al contrario).

Ma non cambia niente, ai fini del disvelamento della teleologia propagandistica del Corriere della Sera.

Noi, invero, siamo qui per dis-velare a Marta la verità epi-stemica, il cui cuore è a punto “a-tremos”, in-concusso, non spostantesi sicché a seconda degli interessi di BlackRock e dei soffi del vento della convenienza carrieristica personale.

Andiamo insieme a scuola, Marta: se Teeteto parte da X e arriva a Y nel tempo T, il punto X NON è il segmento X-Y, cioè a dire Teeteto si è mosso. E chi si muove, NON sta fermo, chi si muove NON è impanta-Nato. Chi si muove NON è in stallo. Non è possibile predicare, allo stesso tempo e sotto i medesimi riguardi, di Teeteto, il muoversi e il non muoversi. Marta, quando hai finito con la meccanica e a la geometria di base, passa pure alla logica aristotelica.