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L'ordinarsi nell'effimero dell'apparire del Mondo
Il topos narrativo in cui l’eroe incontra gli spiriti dei propri antenati accompagna tutta la nostra grande letteratura. Che si tratti della Nekyia odisseica, ovvero dalla risalita (ανά-βασις) delle anime dei defunti, che appaiono così all'evocante, avvinte dal sacrificio suo rituale, di fugaci apparizioni spettrali o di vere e proprie discese infere (κατά-βασις) in cui è il protagonista, vivo, a viaggiare nei regni ctonii (“E tu che se' costì, anima viva, / pàrtiti da cotesti che son morti”), codesti incontri recano sempre seco un carattere disvelativo, profetico, tropologico e anagogico, i loro protagonisti assumendo sicché quel ruolo o funzione diegetica che potrebbe definirli, rievocando la teoria morfologica di Propp, “portatori della Verità”: Tiresia predirà a Odisseo i perigli del ritorno, Anchise mostrerà a Enea le glorie della loro stirpe, i peccatori inferni confermeranno a Dante la corruzione morale in cui era sprofondata la sua Firenze, cùpida di sùbiti guadagni.
Precisamente tale funzione, “l’acquisizione dell’oggetto magico”, la conoscenza della Realtà, il suo dis-adombramento (ἀ-λήθεια), vorremmo conferire al recente report che rendiconta lo scambio di salme tra ucraini e russi, dall’inizio del conflitto, sino al 29 gennaio di quest’anno.
Il rapporto, dal febbraio 2022 ad oggi, è di 6,71:1, naturalmente “in favore” dei russi: per ogni cadavere consegnato dagli ucraini ai russi, ve ne sono 6,71 consegnati dai russi agli ucraini.
Se, invece, consideriamo il tasso dall'inizio del 2025 ad oggi, saliamo a 36,28 contro 1.
Certamente lo scambio di salme non è l’unico parametro che si dovrebbe considerare per stabilire l’ammontare vicendevole dei decessi al fronte, sul quale da sempre - in ogni conflitto - aleggia, e comprensibilmente, il mistero, il silenzio, la disinformazione, la propaganda. E, nondimeno, è l’unico solido, concreto e saldo all'appicco come la rigidezza e l’immobilità di un corpo privo di vita.
Pertanto, fondando la nostra analisi sul solo parametro inconcussibile a nostra disposizione, possiamo senza tema di smentita definire cialtroni, propagandisti e cazzari tutti i pifferai nostrani e i nostrani propalatori della stampa anglosassone che, ancora ieri (e per anni), cianciavano di << Guerra in Ucraina: quasi 2 milioni di soldati uccisi o feriti. E la Russia paga il prezzo più alto>>, citando nientemeno che <<uno studio indipendente (sì, hanno scritto così…) americano >>, ovvero lo studio “indipendente” condotto dal Center for Strategic International Studies, fondato alla fine degli anni 70 nientemeno che da quel simpaticone super-partes di Kissinger.... (<< It was established by the late Dr. Henry Kissinger, former U.S. Secretary of State, in 1979 >>).
Se qualcuno volesse farsi due risate e recuperare l’ardita e la competente tesi del raffinato analista militare Federico Fubini detto il meraviglioso (etimologicamente parlando): “siccome avanzano ne muoiono 5 per ogni soldato difendente”, come fossimo nelle trincee belghe del Primonovecento, quando dei poveracci correvano in campo aperto e senza protezione alcuna che non fosse la loro carne e le loro ossa, contro mitragliatrici piantate per terra dentro le trincee, e non in un teatro di guerra moderno dove l’attaccante si dà il caso sovrasti di almeno 10 volte il fuoco di controbatteria, domini incontrastato i cieli, abbia bombe plananti in grado di cadere a 150km dal luogo di sgancio e ormai il dominio assoluto dei droni, soprattutto dove opera l’unità d’élite Rubicone, nonché schieri truppe esperte, ben formate, equipaggiate e motivate, e non poveracci rapiti per strada, torturati e spediti al fronte senza preparazione alcuna… può facilmente trovare il link alla puntata di Otto e Mezzo in cui cotale affermazione fu solennemente pronunciata, quasi archetipo, per tornare all’incipt nostro, della discesa infera in cui è occorsa tutta la nostra classe cosiddetta giornalistica (https://www.youtube.com/watch?v=0R8Utl_Gkwk)
Tornando tragicamente seri, analizzando il grafico, si può agilmente notare come l’evoluzione di questa “ratio” abbia una prima “esplosione” nell’estate del 2023, passando dalla parità pregressa, al rapporto di 1 a 3, grossomodo in contemporanea con la controffensiva ucraina, per successivamente ritornare relativamente in parità e riesplodere a principiare dall’aprile del 2024, finendo dipoi per assumere tassi incredibilmente spropositati dall’ottobre di quell’anno (prima conseguenza concreta della scellerata invasione di Kursk, che null’altro fu se non un mattatoio per gli invasori), e così constantemente fino allo scambio di ieri, in cui a fronte di 1.000 caduti ucraini restituiti alla pietà del sepolcro, i russi ne hanno avuti indietro 38.
Un conflitto dove una nazione perde circa 30 soldati per ogni caduto nemico, contestualmente perdendo quotidianamente kmq di territorio, cessa di essere una guerra, divenendo un insensato massacro di popolo che andrebbe immediatamente fermato con la semplice stipula della resa senza condizioni, perché questo dice il campo di battaglia, questo dicono codesti numeri.
L'Operazione Militare Speciale (o guerra, si magis placet) ha smesso di avere un senso dalla fine dell’estate del 2023, allorquando avrebbe dovuto essere interrotta, come molti militari occidentali di alto rango suggerivano, proprio perché, militarmente parlano, aveva cessato di avere senso per i difendenti e ancor meno per i controffendenti.
Infatti, anche ipotizzando la maggiore difficoltà di recuperare le salme da parte dell’esercito che indietreggia, rispetto all’avanzante, come da più parti sostenuto (tendiamo invece a escludere l’idea che gli ucraini trattengano i corpi dei nemici caduti per espiantarne gli organi, rivenderseli dipoi sul mercato nero e così ulteriormente impreziosire con qualche diamante i propri aurei cessi), e “tarare” così la nostra ratio diminuendola di un 10% per venire incontro a questo tentativo di confutazione del dato (che, tuttavia, come detto ci convince poco poiché, attualmente, quasi tutti i militari russi cadono sotto i droni fpv durante le loro sortite avanguardistiche secondo la nuova tattica “browniana” di “sabotaggio e infiltrazione” caotica operata con piccoli gruppi), rimangono nondimeno tassi inaccettabili, moralmente e strategicamente (a tacer poi del fatto che, sempre più spesso, gli ucraini riconsegnino, negli scambi, corpi di civili russofoni autoctoni, da loro uccisi nelle zone degli Oblast contesi ancora sotto il proprio controllo ).
Ecco, vorremmo che fossero tutti questi morti a parlare, vorremmo che fossero tutti loro, ingiustamente caduti, a piantarsi in spirito ogni notte contro le facce dei maggiorenti ucraini, dei loro manovratori politici anglosassoni e dei manovratori finanziari dei manovratori politici, nonché di tutti i maggiordomi dell’Ue (fra cui i nostri fieramente italici, madri, cristiani et cetera amenità…) e di tutte le etere che imbrattano e carte e schermi; e a gridare loro: “Basta! Abbiamo versato già troppo sangue, già troppe lacrime per la vostra cupidigia e per i vostri folli e deliranti piani di dominio del mondo intero sono cadute, i nostri corpi, qui accatastati a migliaia, a milioni, vi maledicono”.
Sia a voi tutti lieve il sepolcro, o caduti di ambo le parti.
