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L'ordinarsi nell'effimero dell'apparire del Mondo
Certo, dalla Cnn a Repubblica, dal Wall Street Journal al Corriere, oggi abbozzeranno, intorbideranno le acque, mentiranno e transvaluteranno il reale come da loro inveterato costume, ma la Verità ha il cuore che non trema, e nessuno può concuterla traendola a sé:
- In 40 giorni gli aggressori hanno esaurito l’equivalente di 5 anni di produzione dei missili da crociera Tomahawk, ovvero l’arma missilistica più potente che hanno. L’Occidente, per chi non lo sapesse, non possiede la tecnologia ipersonica.
- Per usare le bombe (che non hanno propulsione propria, cadono cioè pressoché in verticale, anche se i russi hanno imparato a lanciarle da circa 200km rispetto al target, grazie ai moduli plananti, ma non così gli yankee, a quanto pare), gli aerei devono spingersi sopra gli obiettivi, non sparare da lontano come vigliacchi. E gli iraniani hanno dimostrato di aver ormai le tecnologie (verosimilmente cinesi) per individuare e abbattere i caccia statunitensi, persino i celebri F-35, che sono “invisibili” tanto quanto quella cupola è di ferro. Senza aviazione, gli yankee e i loro sodali nella zona sono niente. Sono una talassocrazia e come tale hanno puntato tutto su portaerei e aviazione. Né le une né l’altra sono loro serviti: 3 portaerei sono dovute rinculare, colpite o minacciate, di migliaia di km.
- Le munizioni dei sistemi antimissilistici sono praticamente esaurite, come dimostrato dall'aver, ormai 2 settimane fa, portato via diverse batterie dalla Corea del Sud (e senz’altro qualcuno anche dall’Ucraina), per destinarli ai correi della zona, ormai nudi contro la missilistica persiana.
- I Paesi del Golfo (a cui i rifornimenti "coreani" non sono giunti, disvelando le gerarchie del partenariato statunitense in quella zona di mondo, e non solo...) sono praticamente inermi contro missili e droni iraniani, avendo appaltato la loro sicurezza agli yakee, come noi italiani del resto...
- I sistemi antimissilistici occidentali più avanzati non possono NIENTE contro i missili ipersonici iraniani (che manovrano e schivano, e vanno a velocità di diverse migliaia di km/h). Questo lo dovrebbero dire anche i nostri maggiorenti politici: se l'Iran ci attaccasse, non avremmo NIENTE con cui difenderci (e se ci attaccasse la Russia con gli Oreshnik, non parliamone proprio...).
- In 40 giorni, gli yankee hanno perso forse 30 aerei, e sicuramente centinaia di soldati scelti, forse migliaia.
- In 40 giorni hanno perso tutte le basi del Golfo, distrutte o abbandonate semidistrutte
- In 40 giorni hanno perso miliardi di asset, militari ed economici, che impiegheranno anni e lustri a ripristinare.
- Non possono distruggere, come minacciato in un bluff che avrebbe fatto invidia a The Hustler, la rete elettrica iraniana, puro e semplice, per due motivi: anche distruggendone le centrali, l’energia può essere fornita da altre nazioni confinanti (già dichiaratesi disposte a elargirla: sarebbe arrivata dalla Russia via Azerbaijan) e ripartita grazie alle sottostazioni, che sono migliaia ed è impossibile demolirle tutte. Ci metterebbero forse 3 anni, e non avrebbero comunque missili a sufficienza per farlo. Se lo avessero tentato, inoltre, l’Iran avrebbe spento semplicemente tutto il Medio Oriente e soprattutto Israele, a cui invece nessuno tra i vicini di casa avrebbe fornito energia e aiuto, siamo disposti a scommeterlo.
- Non possono colpire i “desalinizzatori”: l’Iran ha acqua potabile, ci sono i monti, i Paesi del Golfo (e Israele) no, avrebbero perso anche questa guerra, cinica e genocidiaria.
- Lo spazio strategico dell’Iran è strapotente: sono una nazione estesa, protetta da roccia dura, deserti, montagne. Israele - il protettorato statunitende nella macrozona - è un lembo di terra sottile schiacciato sul mare.
- Non possono fare alcuna operazione via terra. Se l’avessero fatta in grande stile (diciamo 500 mila uomini), avrebbero perso nel giro di 4 o 5 anni: gli iraniani domani mattina hanno pronti 2 mln di uomini in armi, con una riserva strategica di 10 mln e molti miliziani esteri, pakistani per esempio e ceceni, si sarebbero riversati lì in milioni, marciando infine su Tel Aviv, per non parlare dei milioni di coreani e cinesi pronti al supporto in caso di ipotesi di imminente sconfitta dell’Iran). Se l’avessero fatta in piccolo stile, come minacciavano: 50k persone che sbarcano su questa o quell’altra isola, non la avrebbero potuto tenere a lungo e sarebbero stati uccisi tutti nel giro di poche settimane o mesi, una sorta di Kursk 2026 esotica.
- Hanno tentato un’operazione disperata di prelevamento dell’uranio, almeno per dire che qualcosa l'avevano ottenuta: sono stati distrutti (nonostante i media abbiano celebrato il salvataggio del pilota, come Old Shoes nel film Sesso e Potere, una sceneggiata hollywoodiana insomma), quello che è successo ieri l'altro è un mero tentativo di “sbarco” fallito di forse un centinaio di uomini scelti.
- Dell’uso dell’atomica non parliamone proprio... probabilmente l’Iran ha già qualcosa che vi si avvicini e, se non l’ha, può colpire la centrale nucleare israeliana causano l’equivalente di un bombardamento atomico, oppure possono o potrebbero ciò compiere i 2 sottomarini russi naviganti in zona, o un missile di Kim, o un regalino pakistano... e lo spazio strategico li vedrebbe vincitori anche in quel caso.
Passiamo alle condizioni della resa.
Gli obiettivi degli aggressori erano:
Tu chiamale se vuoi vittorie, ma sono capitolazioni totali.
Per chiudere: onore e gloria al meraviglioso popolo persiano, un popolo di poeti e matematici, teologi e filosofi, ingegneri e artisti; un popolo di donne altrettanto e ancor più meravigliose, autenticamente libere, con o senza capite velato, in piazza, nelle caserme, e persino sui ponti a difendere la propria patria dai barbari, la civilizzazione dei ciccioni da fast food e delle puttane in plastica (“libere”, certo, così dal velo come dall’autenticità dell’esistenza), dei mercanti e degli usurai senza morale né lontananza, senza trascendenza, sguardo a terra come i maiali e i nani in cerca l’oro del Reno.
Questo è il giorno del trionfo militare, indubbiamente, nonché del trionfo politico di una classe dirigente coraggiosa, lungimirante, caparbia, illuminata, storica. Ma è anche il giorno del trionfo della Civiltà sulla Civilizzazione, dell’Antico sul Postmoderno, il Trionfo dell’Autenticità dell’Uomo sul mercante.
Lo sappiano tutti i cialtroni progressisti arcobalenici europei e italiani che blaterano di “regimi”, “autocrazie”, “teocrazie”, “soppressione dei diritti e delle libertà” e di altre scempiaggini di cui l’Occidente si riempie sterilmente la bocca da secoli.
Oggi la cancrena della talassocrazia anglosassone - sicché quanto appellato Occidente - inizia a recedere, refluire, e il Mondo fa un passo in avanti verso la guarigione: il suo cuore eurasiatico che non trema.