Argomenti
Annali Faustiani
Diurnalia
Opere
Autori
Antologia filosofica del '900
Prospettiva Russia
Rivoluzione Conservatrice

L'ordinarsi nell'effimero dell'apparire del Mondo
Ovvero, prima di ragionare “positivamente” sicché concretamente su questo o su quest’altro argomento, l’idio-noia, e codesto orizzonte ideologico di riferimento che essa rivela, è già dischiuso ante noi e ci avvolge, condizionandoci nella scelte di concetti che tendiamo a usare im-mediatamente, cioè senza pensarci troppo sopra, potremmo dire quasi inconsciamente.
Qual è l’idio-noia peculiare della nostra stampa, allorché parla di questioni sovra-nazionali? Il suprematismo occidentalista. Questo contenuto noetico tutt’intorno avvolge ogni pensiero che relazioni del rapporto tra noi e gli altri.
Così come l’idioletto può essere colto dagli intercalari o dall’uso sistematico di alcune congiunzioni rispetto ad altre, allo stesso modo l’idionoia si coglie al di sotto delle affermazioni particolari, nelle scelte concettuali inconsapevoli, immediate, istintive.
Volete un esempio? Così Repubblica ieri introduceva l’incontro di Evian:
<< Le bombe continuano a cadere: l'ultimo attacco su Kiev ha provocato la morte di undici persone e danni ingenti a siti Unesco della città. Le speranze di pace passano adesso dal G7: tra i temi che i leader mondiali affronteranno oggi c’è anche la ricerca di un accordo tra Ucraina e Russia >>.
Proviamo a scomporre il periodo tra propaganda conscia e idionoia suprematista.
Quando l’articolista imputa la distruzione del tetto della cattedrale ortodossa alla Russia, è consapevole di stare facendo propaganda. Quando afferma che le speranze di pace siano nelle mani del G7, è consapevole di stare mentendo (è del tutto evidente che questi decerebrati hanno scatenato una guerra convinti di stravincere, umiliare la Russia, smembrala, piegarla, depredarla [tanto è vero che - quando ancora pensavano di vincere - hanno persino imposto l’emanazione di leggi ai propri strumenti d’offesa per evitare che trattassero la pace – e, se mi viene in mente, pensando a tali accessori d’aggressione, il fallo finto e tagliente che il folle protagonista del film Seven ha costretto un cliente a indossare per punire la lussuria di una prostituta, è solo per le attitudini e il passato chiacchierato del firmatario primo di codesto decreto, non per la mia personale idio-noia]; poi hanno preso un sacco di legnate sui denti [giusto ieri è crollata di netto buona parte della città di Lyman] e ora pietiscono una pace che non li faccia eccessivamente sfigurare come il loro “paparino” ha fatto di recente, umiliato dal glorioso impero di terra iraniano [che, se possibile, di legnate sui denti ne ha date persino di più della Russia, sempre così morigerata, leguleica e democristiana]).
Ma, quando afferma “tra i temi che i leader mondiali affronteranno oggi”, l’articolista è “innocente”, non sa di stare facendo propaganda, non vuole mentire consciamente. È il suo inconscio culturale, il suo istinto suprematista, a manifestarsi in codesto idio-noema: “leader”.
Di grazia, i 7 contro la novella Tebe euroasiatica che si sono riuniti oggi in Francia, in cosa precisamente sarebbero leader mondiali?
“Nell’economia, ovvio! Il G7, infatti, riunisce precisamente i Paesi col Pil maggiore”.
Peccato che, tra i primi 7 Paesi per ricchezza prodotta, 5 non siano oggi alla corte di Brigitte.
Questa la classifica del PIL PPP del 2026 (in trilioni di Usd)
| Cina | 44.30 |
| Stati Uniti | 32.38 |
| India | 18.90 |
| Russia | 7.53 |
| Giappone | 6.92 |
| Germania | 6.32 |
| Indonesia | 5.36 |
L’Italia è 12esima, per chi non lo sapesse, la padrona di casa a Evian, nona, quindi dovrebbe servire il tè agli indonesiani…
E i tassi di crescita stimati per il 2026 non vanno nella direzione del G7:
| India | +6.2% |
| Cina | +4.2% |
| Arabia Saudita | +4.0% |
| Usa | +2.1% |
| Spagna | +2.0% |
| UK | +1.3% |
| Russia | +1.0% |
Senza considerare che queste stime rimontano a prima del “pasticciaccio brutto di Via Ormuz”, per cui sicuramente dovranno essere viste al rialzo per la Russia, vedremo se al ribasso per Cina, India e Usa.
L’Occidente è sceso sotto il 28% di quota della ricchezza mondiale (era oltre il 50% fino agli anni 80), contro il 40,4% dei Brics.
Per i geni bocconiani saccenti che dovessero parlare di PIL nominale etc… possono trovare sul nostro portale la confutazione dei loro parametri feticistici e fatui: una nazione che fa PIL a debito con puttane e avvocati, e non è più in grado di produrre neppure una lampadina, è una nazione che non vale niente, fondata sul niente, sulla finzione e la menzogna, l’astrattezza e la frode, e l’Iran, così meravigliosamente ancorato alla Terra, granitica e concreta, glielo ha di recente sbattuto in faccia.
<< Ma noi siamo superiori a livello tecnologico!! >>
Davvero? A me sembra che appunto l’Iran [il loro Terzo Mondo d’un tempo] abbia sviluppato sistemi missilistici ipersonici che nessuno tra i più sofisticati sistemi antimissilistici occidentali riesce neppure a vedere, figuriamoci a intercettare (non fosse stato così, il palazzinaro non avrebbe certo firmato la resa), mentre sistemi come l’Oreshnik e l’Avangard, il Sarmat e il Poseidon e il Burevestnik russi sono avanti almeno 20 anni rispetto alle più avanguardistiche armi offensive occidentali (che sono, infatti, ancora lì coi tomahawk dei film di Tom Cruise, fermi anche loro agli anni ‘80 come la supremazia del G7 nel PIL), per non parlare dei caccia cinesi di sesta generazione etc…
<< Ma la tecnologia non è solo militare! >>
Vero, allora diciamo che siamo leader nel costruire bottiglie i cui tappi in plastica non si staccano.
Lasciando perdere l’aspetto demografico, che proprio non ci vede primeggiare, e l’aspetto sportivo, che dipende dalla discipline elette, non riusciamo a capire in cosa siamo (o saremmo) leader mondiali.
Sforzandoci, nondimeno, forse possiamo fare talune congetture:
Siamo leader nella dabbenaggine e nella corruzione delle nostre classi politiche dirigenti in conto terzi. Una come la Kallas a Pechino limerebbe le unghie ai turisti. Per non parlare del nostro Di Maio, che a Mosca continuerebbe a vendere le bibite al Lužniki.
Siamo leader nella corruzione morale e nell’ignominia etica delle nostri classi economico-finanziari dirigenti in prima istanza.
Siamo leader nella quota di nichilismo che avvolge le nostre decadenti società.
Siamo leader nelle follie distopiche, anti-identitarie e normo-clastiche in stile woke aut similia.
Siamo leader nel degrado delle nostre città, nella loro sporcizia e inciviltà.
Siamo leader nell’uso di farmaci, psicofarmaci e droghe di vario ordine e grado.
Siamo leader nel sovrappeso e nelle malattie legate allo stile di vita.
Siamo leader nell’autismo di ritorno dei nostri giovani, persi senza i loro device, e fragili e confusi come il cristallo e l’orizzonte marino in tempesta.
Ma non diciamo tutto questo all’articolista di Repubblica: l’abreazione conseguente, così toccante le fondamenta stesse della sua impalcatura ideologica, potrebbe ucciderlo.