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L'ordinarsi nell'effimero dell'apparire del Mondo
La pratica, resa possibile dalla scoperta delle nuove rotte marittime transoceaniche e anzitutto transatlantiche, fu posta in essere, in una prima fase, dalle potenze cattoliche allora egemoniche, per venire successivamente perfezionata e potenziata – nell’apogeo del Moderno – con l’avvento sul proscenio del dominio della potenze protestanti e soprattutto calviniste, l’Inghilterra e l’Olanda di Mark Rutte, le vere patrie del capitalismo, della sua etica protestante e del suo spirito fraudolento e materialista, individualista e iconoclasta.
In cosa consistenva, pertanto, il commercio triangolare del Moderno, nel segmento della Kultur?
1) Le nazioni europee esportavano prodotti a bassissimo costo nei Paesi del Centrafrica occidentale, per acquistarne la manodopera.
2) Gli schiavi, comprati dai mercanti europei ai maggiorenti autoctoni, venivano trasportati nelle colonie (Middle Passage), elettivamente caraibiche e centroamericane, ma anche presso le colonie meridionali degli attuali Stati Uniti, e lì rivenduti ai capitalisti locali, che l’impiegavano nelle loro attività: agricole, presso i latifondi, ed estrattivo-minerarie.
3) La merce prodotta dalla forza lavoro schiavizzata nelle colonie (zucchero, tabacco, cotone, caffè, metalli preziosi etc…) veniva infine trasformata in prodotti finiti e commercializzata presso la borghesia europea.
Cinico, spietato, inumano, ma per lo meno redditizio epperò astuto e anzitutto utile.
Bene, quanto occorso ieri l’altro nei cieli estoni, ci ha fatto ritornare alla mente ciò che imparammo nei libri di scuola delle medie.
Nondimeno, giacché è destino che la Kultur suppuri in Zivilisation, ebbene nel tempo in cui lo Zeitgeist che fu teleologico nel segmento sorgivo, perde la direzione nell’agire per “super-compensarla” con l’intensificazione della veemenza estrinsecativa, im-mane proprio in quanto s-legata da ogni orismós, ecco che “l’archetipo”, il modello mentale apriori della nostra anima faustiana recupera dal proprio asse paradigmatico noumenico la forma del “commercio triangolare”, ma evidentemente qualcosa è – qui ed ora – andato storto nella sintagmatizzazione…
Un caccia della Nato, di proprietà e conduzione rumena, ha distrutto con un missile aria-aria un drone ucraino che sorvolava lo spazio areo dell’Estonia per colpire la città di San Pietroburgo o l’Oblast di Leningrado.
In cosa consiste, ordunque, il commercio triangolare "revisited" nell'oggi post-moderno, nel segmento sicché della Zivilisation?
1) L’Europa produce i droni per trasferirli all’Ucraina.
2) L’Ucraina lancia i droni o direttamente dal territorio europeo, o attraverso lo spazio aereo europeo, verso la Russia.
3) L’Europa spara (missili da milioni di euro…) contro le sue stesse armi, contro le armi sicché da essa prodotte, cioè a dire praticamente si spara da sola (e dove, anatomicamente, si spari, è facile comprenderlo… ).
Questo è – patentemente – il nostro destino di declino: spararci nella palle da soli, autocastrarci, come il bel giovane frigio amato da Cibele.