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Eventi ed epifenomeni nel crepuscolo della civilizzazione occidentale
Giugno 2026 - Alberto Iannelli
Egualmente epitomici saremo nell’indicarne la genitorialità: Vanityfair, invero, appartiene al medesimo gruppo che edita il periodico Wired, la cui proprietà fu già da noi analizzata: qui troverete coloro che eterodirigono parole e pensieri di codesto ulteriore lituo riverberante lo storytelling delle corporations finanziarie, a diramificazione transnazionale ed head-quarter yankee, che da decenni ci dominano (la testa del Serpe a-polide, infatti, nonostante rizomatico e gangliforme si espanda reptante sul mondo, devastatore come i cinghiali selvaggi danteschi, “che 'n odio hanno i luoghi cólti” e le centuriazioni statuali, tende a tutt’oggi a risiedere nei pressi dell’origine).
Bene, quale volo d’uccelli oggi per noi interpreta, pro domo Larry Fink, codesto sacerdote del Niente inautentico? Nientemeno che il “commissariamento” educativo della famiglia e l’instaurazione di un alter-stato privatistico.
Il casus della discussione è concesso dalla recente approvazione del cosiddetto DDL Valditara stabilente la necessità del consenso genitoriale alle attività di educazione sessuale e affettiva nelle scuole.
Concretamente, affinché il personale didattico (spesso esterno, cioè non operante direttamente presso la struttura scolastica, quindi non conosciuto da discenti e genitori) possa coinvolgere i bambini nella “partecipazione ad attività che affrontino temi legati alla sessualità e all'affettività nelle scuole secondarie di primo e secondo grado”, è reso d’obbligo, de iure appunto, il consenso informato preventivo da parte dei genitori.
L’articolo dispone un continuo straccio di vesti sul provvedimento, usando la classica retorica a un medesimo tempo candidamente “cavalleresca” e catastrofistica: “con questo provvedimento – sintetizziamo – i deboli e gli innocenti saranno sopraffatti e brutalizzati, e fiumi di violenza e prevaricazioni, di sangue e ancestrale barbarie, scorreranno copiosi a coartare il libero e il meraviglioso sbocciare dei teneri fiori di campo hegeliani, falciati dall’incedere di uno Stato fascista e repressivo…”, e amenità simili degne di una Concita De Gregorio in forma smagliante.
Non entreremo molto nel merito di questa retorica manichea e teratogonica ormai consolidatasi nei decenni: tutte le stupidaggini poste a fondamento delle guerre imperialistiche compiute dalla talassocrazia dominata e diretta dalla superclass ofio-scrofoide sopra evocata – dall’esportazione della democrazia, alla difesa dei diritti delle minoranze vessate, dalla preservazione del giardino fiorito contro la barbarie degli Untermenschen belluini, che bramano eliotropici e salmodianti il sorgere del Sole all’uranio impoverito dell’avvenire Occiduo – poggiano sul medesimo paradigma retorico: “noi siamo i buoni e agiamo per difendere i deboli dai mostri” (variamente e variopintamente tratteggiati di volta in volta: confessionali e bigotti, patriarcali e machisti, talvolta financo ghiotti del sangue di cervo, e sempre retrogradi e passatisti, immancabilmente autocratici e liberticidi).
Nondimeno, giacché il provvedimento non vieta a priori tali discipline di approfondimento e discussione, bensì le rende licee se e solo se accettate dal genitore, l’elevazione della tragedia e la mostrificazione del contraddittorio dal Bene è una mera petizione di principio (è del tutto possibile, infatti, che la stragrande maggioranza dei genitori ne siano concordi e ne concedano l’insegnamento).
Perché, dunque, una così stizzita reazione del megafono di Vanguard Group aut similia?
A meno di non postulare, infatti, e per principio appunto, l’essere della stragrande maggioranza dei genitori italiani inclini a educare i propri figli all’abuso e al sopruso, al bullismo e addirittura allo stupro, non si vede perché dovrebbero vietare insegnamenti che ne coadiuvano l’azione educativa verso la rettitudine comportamentale: l’immediatezza vorrebbe genitori e personale docente insieme verso l’insegnamento del giusto nell’agire.
La prima risposta è la più semplice: questi insegnamenti usano il cavallo di troia della difesa del debole e dell’eradicazione della violenza e della prevaricazione, per inoculare una precisa visione del mondo, un’ideologia che potremmo definire facilmente fluida e anti-tipica o morfo-clasta. Ovvero, per usare espressioni più vulgate, per spacciare l’agenda Lgbt+.
Questa lettura è giusta e coglie nel vero, ma, purtuttavia, non concede adeguata spiegazione al livore che traspare da questo articolo come da mille altri consimili, su questa tematica come su altre affini.
Per rispondere, proviamo a farci aiutare dal compulsarne i pareri, naturalmente “esperti e competenti” – sempre pieni di titoloni la cui funzione è più o meno quella che fu del latinorum di Don Abbondio: impressionare i sempliciotti –, proposti ai lettori in qualità di contrari al provvedimento governativo. Ma, ancor prima di chiederci quali tesi confutative inoppugnabili espongano contro la normazione della cogenza di un semplice consenso genitoriale preliminare, ci domandiamo: chi parla contro la promulgazione? Chi ne perora la causa contraria?
<< Per le associazioni, organizzazioni che si occupano di infanzia, diritti delle donne, violenza di genere, è invece un provvedimento destinato a rendere ancora più difficile l'accesso a percorsi educativi che sono fondamentali per la prevenzione della violenza, delle discriminazioni e del bullismo stesso >>.
<< L'effetto concreto, secondo molti esperti, sarà quello di scoraggiare dirigenti scolastici e insegnanti dall'organizzare percorsi di educazione sessuo-affettiva >>.
<< Commenta Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila >>.
<< Spiega Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children >>.
<< Come sottolinea la Fondazione Giulia Cecchettin >>
<< Dura la reazione anche della vicepresidente di Fondazione Pangea >>
Ebbene, nella totale assenza della Politica e delle istituzioni statuali, pubbliche, a parlare è un florilegio di associazioni private, organizzazioni, enti no profit, fondazioni, collettivi ed esperti di ogni ordine e grado, e, naturalmente, su tutto e tutti, ad apporre il carico definitivo, il gota del sovra-statuale: Onu e derivati (Unesco e Oms).
Infatti, lo scopo ancor più subdolo dell’usare la lotta contro discriminazioni, soprusi e violenze come grimaldello per lo spaccio di una precisa ideologia e posizione valoriale partigiana [<< L'espressione “punto di attacco” svela la potenziale aggressività immanente a ogni posizione di valori […]. L'immanente aggressività rimane il “fatale rovescio” dei valori. L'aggressività è connaturata alla struttura tetico-ponente del valore, e continua a essere prodotta dalla concreta attuazione del valore 1 >>], è nientemeno che l’esautorazione dei genitori dalla potestà educativa, non solo – come è naturale e sacrosanto che sia – per la didattica teoretica (lo studio della Storia e della Matematica, ad esempio), ma anche per l’educazione comportamentale in senso stretto, per l’ortopedizzazione esistenziale, la detrusione coatta nel corretto.
Ma, ancora non abbiamo raggiunto il centro di Cocito. Infatti, in molti sistemi statuali totalitari, soprattutto novecenteschi, diverse istituzioni statuali ricreative inquadravano i bambini col fine, spesso esplicito, di educarli e forgiarli, noi diremo indottrinarli, secondo i principi del potere vigente: l’Opera Nazionale Balilla per i fascisti italiani, l’Organizzazione dei Pionieri di tutta l'Unione, per l’Urss.
E, nondimeno, il borghese, nel mondo realizzato a sua immagine e somiglianza, surclassa sempre tutti in scaltrezza: se, infatti, fosse lo Stato italiano – allorché, per ipotesi, egemonizzato da forze politiche inclini all’agenda trans-gender di cui sopra – a imporre un insegnamento dottrinale specifico, ecco che il mito fondativo popperiano della società liberale aperta e statoclasta crollerebbe immediatamente. Ma, se crolla qui, sul piano del costume sessuale, proprio essendo tale mito popperiano fondativo, crollerebbe ovunque. Ma, ancora, se crolla ovunque, Cesare, il Politico, potrebbe andare dal nostro Lerry Finn e dirgli: “tu sei un privato cittadino, quindi io – lo Stato – ti sovrasto: ti porterò via buona parte del tuo immenso patrimonio per redistribuirlo a coloro che non arrivano alla fine del mese; taci poiché, se protesterai, te lo porto via integralmente”.
Ed ecco che i geni del mondo libero si inventano la costruzione di questa sorta di Para-stato o Alter-stato: un esercito burocratico ma privatistico di associazioni, centri, consultori, Ong etc.. stabilirà come dobbiamo vivere, naturalmente in maniera compliance con l’Agenda delle Corporations.
Ecco chi saranno, ordunque, gli unici deputati a educare i nostri figli in un futuro decisamente prossimo se non già sul fare del presente: le cooperative e le fondazioni, le organizzazioni e le associazioni finanziate da Soros & company, dalla superclass sicché apolide, anticristica e nichilista.
Benvenuti all’Inferno
P.S.
<< È una scelta che rivela tutta l'ipocrisia di chi finge di non vedere che proprio all'interno delle famiglie possono riprodursi e trasmettersi modelli culturali fondati sullo squilibrio di potere tra uomini e donne, radicati nella cultura patriarcale che troppo spesso sfocia nella violenza domestica >>.
La famiglia – come ogni altra agglutinazione sovra-individuale che costituisce la nostra identità collettiva, come tutto ciò ovvero che ci rende popolo unito e non sommatoria di individui consumatori sradicati da tutto che non sia il mercimonio di beni e servizi – ipostatizza una forza katechontica: resiste all’avvento entelechiale del mondo sopra descritto. Per questo il Sollen del Potere del nostro Tempo e dello Zeitgeist che lo sospinge, stizzito, come l’articolista di Vanityfair, grida: << distruggetela!>>.
1 La tirannia dei valori, Riflessioni di un giurista sulla filosofia dei valori. Die Tyrannei der Werte. Überlegungen eines Juristen zur Wert-Philosophie, 1967 Edizione italiana: Adelphi, Milano, 2008